venerdì 29 ottobre 2010

Fucked Up. Capitoli Primo e Secondo


Capitolo Primo

Solita sensazione. Vista offuscata. Passi traballanti. Senso di vomito. Evvai! Non è una cosa nuova, oramai.
Devo tornare a casa. Non so come farò,ma un modo dovrò pur trovarlo, no?
Arrivo barcollando alla metro. Saranno le due del mattino e i treni ancora passano. Dio benedica il servizio prolungato del Sabato sera. Passo l’abbonamento, supero il cancelletto ed ecco la banchina. Cinque minuti e il treno arriva. Buono.
Per perdere tempo cammino avanti e indietro, morbosamente,quasi. Stupido. Stupido, stupido, stupido ubriacone. Sei troppo sbronzo per reggerti in piedi e cammini avanti e indietro in una banchina di una metro? Il risultato è facilmente deducibile. Cado. Un minuto e il treno passa. Non riesco a rialzarmi, mi sono fottuto il ginocchio. Mezzo minuto. Vedo in lontananza un flash abbagliante.
Sono fottuto.
Ad un tratto mi vedo un fottutissimo flash-back dell’inutilità che è stata la mia vita.
A dir poco riprovevole …


Capitolo Secondo
20 Maggio 2001
Oggi è il compleanno del mio capo e in ufficio si sta tenendo una festa. Wooo, cazzo, emozionante. Un ufficio pieno di stronzi ipocriti con falsi sorrisi e camice firmate. Davvero fantastico. Alla fine,come mio solito,me ne sto per i cazzi miei, con la mia adorata fiaschetta. Per questi stronzi sono come invisibile, ma ciò non mi tange.

Hey, Larry, vieni qua!”

Grida uno di quei coglioni.

Hmmm, sono stanco, credo che resterò un attimo seduto qua

Dai, non fare lo sfigato!”

-Tiragli un pugno su quella sua faccia di cazzo-, dice la mia vocina nella testa. Vorrei farlo, ma non ne ho la forza né la voglia.
Il coglione mi porta nell’atrio, o come cazzo si chiama quella sala.
Sono le 22:13 e la “festa” non accenna a finire. Cazzo.
Fortunatamente mi ricordo che nel ripostiglio delle scope nascondo sempre una bottiglia di whiskey.

Ehmmm, scusatemi, non mi sento tanto bene, credo che andrò a sdraiarmi da qualche parte…”

Va bene, Larry, riposati
Non sono nemmeno uscito dalla stanza che sento:

Che sfigato, Dio santo

Poco importa.
Tempo cinque minuti e mi ritrovo attaccato alla bottiglia.
Sono le 22:35. Inizio a barcollare, ridendo come un coglione. Ora Larry “Lo Sfigato” James esce di scena per lasciar spazio all’“Altro”.

Perfetto, lo Sfigato non c’è più. Ora posso approfittarmene. Ritorno in quella stanza e vengo accolto con un:

Larry, brutto sfigato, dove cazzo eri finito?!”

Non aspettavo altro. Afferro quella piccola testa di cazzo per il collo, lo sbatto al muro e inizio a prenderlo a testate sul naso. Hanno dovuto fermarmi in cinque.

“Che cazzo fai, psicopatico!? Potevi ucciderlo!”

Non è che POTEVO, è che VOLEVO.”

Mi sbattono fuori dal palazzo. Cazzo, meno male. Ora ho tutta la sera per bere.

Come volevasi dimostrare. Mi sveglio alle 14:56 con un mal di testa assurdo. Cerco di farmi un caffè ma la mia attenzione si posa su una busta che m’han lasciato sotto la porta. Una lettera di licenziamento. Fantastico! Già con quello schifo di lavoro pativo la fame, chissà ora come sarò messo bene.

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