mercoledì 23 febbraio 2011

Blackout, Volume quattro - Odio profondo

Mi aggiro sui tetti, saltando e correndo senza fermarmi. Non sento la stanchezza. Mi fermo al ventesimo piano di un palazzo ben messo, in una zona ricca della città e osservo. Osservo una massa d'idioti ben vestiti, forti dei loro conti in banca, sorridenti e contenti di ciò che sono. Cosa sono? Bastardi. Avidi bastardi. Feccia, quasi peggio degli spacciatori che s'incontrano nei vicoli bui.

Io direi di pestarne uno, che ne dici?

No, meglio di no. Limitiamoci ad osservarli. Stronzi pieni di soldi che sniffano cocaina, pagano per avere del sesso da ragazzine appena maggiorenni.

In riproduzione: Beethoven - Sonata al Chiaro di Luna

Mi muovo furtivamente nell'ombra, dopo aver addocchiato uno di quegli ereditieri grassi e baffuti. Mi era sembrato di vederlo qualche sera fa aggirarsi nella "zona morta" della città. Per uno della sua elevatura sociale è una cosa insolita.
Cammina ciondolando, dominato dall'alcool che gli scorre nel sangue dopo quei drink annacquati che ha bevuto, tenendo stretta la sua ventiquattrore. Lo seguo, scivolando sulle grondaie, non emettendo alcun suono. Ad un vicolo si ferma per parlare con un tipo incappucciato, alto più o meno un metro e ottanta, ben piazzato. Scendo in strada, distante da loro, e m'avvicino, accucciato dietro ad un cassonetto. La distanza tra me e loro è abbastanza per sentir ciò che dicono.

"Hai sentito? B-Blackout è tornato in azione..."
"Non mi preoccupa quanti stupratori pesta quel maniaco in maschera. Sono più interessato a ciò che ha, capisci?"
"S-sì, ma io ho lo stesso paura. Mi sento... Osservato..."
"Sei inquieto, lo sento. Portami Blackout e avrai ciò che desideri.
"
"D-davvero?"
"Davvero."

I due si separano, e l'incappucciato sparisce nell'ombra. Cosa vuole da me? Lo scoprirò. Ora. Seguo di nuovo il grasso bastardo, facendo qualche rumore ogni tanto per spaventarlo. Trema, si guarda intorno, è spaesato. Ha paura. Con quattro sassi e la mia formidabile mira colpisco le lampadine dentro ai quattro principali lampioni che illuminano la strada, lasciandola totalmente nell'oscurità. Grazie alle mie... "Doti" la vista si abitua subito al buio, e riesco a vedere distintamente il bastardo.

"C-c-chi è là?! C-cosa v-v-vuoi da me?!"

Lo tiro per le gambe, da dietro, facendolo cadere. Sbatte la faccia, da un lato, contro il marciapiede freddo. Sputa sangue.

"P-perché lo f-f-fai!? Vuoi i s-soldi? Te li d-do! Tutti, p-prendili!"

Inizia a lanciar banconote di grosso taglio per terra. Con un gesto rapido le afferro e gliele ficco in bocca, quasi soffocandolo. Le sputa fuori, tossendo sangue.

"Rispondimi, o ti spezzo un braccio: Tu e l'incappucciato di prima cosa volete da me?", le mie parole escono con un tono roco e cupo.

"N-nulla! T-te lo g-giuro!"

Prendo il suo braccio destro e, facendo pressione sul gomito, glielo spezzo. Urla di dolore, piangendo e inginocchiandosi, implorando pietà.-

"O-okay... Volevo u-un campione del tuo s-sangue..."
"Perché?", lo afferro per la giacca, sbattendolo al muro, "A cosa ti serve il mio sangue?"
"S-sappiamo d-delle tue... P-potenzialità..."

Hrm, usare il mio sangue potenziato... Ma per cosa? Droga? Super-soldati?

"L'unico campione di sangue che avrai stanotte è il tuo, bastardo."

Lo sbatto per terra, riempendolo di pugni in faccia. Non riesco a fermarmi. Sono colto da una rabbia improvvisa. Colpisco senza pensare, senza freno. Colpisco fino a spaccarmi le nocche sull'asfalto, dopo avergli spappolato il cranio.
Un'altra nottata movimentata, eh bello?Molto movimentata, ragazzo, molto movimentata.

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